Le etichette eco per abbigliamento sono etichette in cui si riducono l'impatto del materiale e il superfluo – per esempio nastro in poliestere riciclato o in cotone, stampa con meno inchiostro, meno etichette per capo e informazioni accorpate. La sostenibilità dell'etichetta non si riduce al solo materiale: un'etichetta che resta leggibile per tutta la vita del capo è più sostenibile di un'etichetta "verde" che va tagliata o si consuma in fretta.
Etichette eco per abbigliamento – da dove iniziare
L'etichetta è una piccola parte del capo, ma nelle grandi collezioni diventa migliaia di metri di nastro. Se il brand lavora a un prodotto più sostenibile, le etichette devono seguire la stessa logica. Ci sono quattro leve su cui potete agire:
- il materiale del nastro;
- la quantità e il tipo di inchiostro;
- il numero e la dimensione delle etichette;
- la durata dell'etichetta.
Materiale del nastro
| Materiale | Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|---|
| Poliestere riciclato | Usa plastica già esistente; resistente al lavaggio | Scelta limitata di colori e larghezze |
| Cotone biologico o convenzionale | Aspetto naturale; adatto a capi in cotone | Stampa meno nitida; più sensibile al lavaggio |
| Poliestere o nylon convenzionale | Ampia scelta, stampa stabile | Nuova materia prima sintetica |
Una buona regola è che l'etichetta sia di un materiale compatibile con il capo. Un'etichetta in cotone su una t-shirt in cotone facilita lo smistamento nel futuro riciclo tessile, e anche un'etichetta sintetica in un capo sportivo in poliestere è coerente. Di più sui tipi di nastro nelle etichette tessili.
Poliestere riciclato – cosa sapere
Il poliestere riciclato si produce più spesso da bottiglie in PET usate o da scarti della produzione tessile. Come nastro per etichette si comporta quasi come quello convenzionale: accetta bene la stampa, non si restringe e resiste al lavaggio. Le differenze stanno nella disponibilità – non tutte le larghezze, densità e colori sono offerti – e nella documentazione. Se intendete citare il materiale ai clienti, chiedete informazioni sull'origine e sul contenuto di materia prima riciclata.
Cotone – biologico o convenzionale
Il cotone biologico si coltiva senza pesticidi e fertilizzanti sintetici, ma come nastro per etichette appare e si comporta come il cotone normale. È una scelta logica per i brand che usano già cotone biologico nei loro capi. Per le etichette in cotone valgono le stesse regole pratiche: font più grande, stampa a un colore e test di lavaggio, perché la superficie del cotone è più ruvida.
Meno inchiostro, meno etichette
- Stampa a un colore. Ogni colore in più significa più inchiostro, cliché o telai e più scarti in fase di avviamento.
- Strato sottile. Flessografia e transfer termico depositano meno inchiostro della serigrafia piena.
- Accorpamento. Invece di etichette separate per marchio, taglia e composizione – un'unica etichetta con tutte le informazioni, dove possibile.
- Dimensione ragionevole. Spazio sufficiente per un testo leggibile, senza margini decorativi superflui.
Durata
Un'etichetta che graffia, il cliente la taglia. Un'etichetta che sbiadisce perde le informazioni di manutenzione, il capo viene lavato in modo scorretto e si consuma più in fretta. Per questo un'etichetta morbida, leggibile e resistente fa parte della sostenibilità del capo stesso. Non sacrificate la leggibilità per un aspetto più "naturale". Scegliete nastro e inchiostro che reggano il lavaggio reale e testate il campione prima di ordinare l'intera collezione. Così l'etichetta durerà quanto il capo.
Cartellino e imballaggio
Una gran parte del materiale di etichettatura di un capo sta fuori dal capo – il cartellino in cartoncino, il laccetto, gli adesivi e l'imballaggio. Lì di solito ci sono più margini di cambiamento: cartoncino riciclato o non patinato, formato più piccolo, laccetto in cotone invece che in plastica. Vedete i cartellini in cartoncino per altre idee.
Come parlare di sostenibilità dell'etichetta
Affermazioni generiche come "eco", "green" o "rispettoso della natura" attirano l'attenzione dei clienti, ma anche delle autorità di controllo. Nell'UE le regole contro le dichiarazioni ambientali ingannevoli diventano sempre più severe e ogni affermazione deve poter essere dimostrata. Vi consigliamo:
- di indicare un fatto concreto – per esempio "etichetta in poliestere riciclato" – invece del generico "etichetta ecologica";
- di conservare i documenti dei fornitori dei materiali;
- di non usare loghi di certificazione senza averne il diritto;
- di non mescolare le informazioni sull'etichetta con quelle sul capo.
Le informazioni obbligatorie restano
Qualunque cosa scegliate, l'etichetta deve riportare la composizione fibrosa secondo il Regolamento (UE) n. 1007/2011, e i simboli di manutenzione secondo la ISO 3758 restano lo standard. Un'etichetta sostenibile non significa meno informazioni, ma informazioni organizzate meglio.
Piano pratico per la collezione
- Verificate quante etichette ci sono in un capo e quali si possono accorpare.
- Scegliete un materiale del nastro compatibile con il tessuto principale.
- Semplificate il design a uno o due colori.
- Chiedete un campione e testate morbidezza e resistenza.
- Documentate la scelta, per poterla comunicare onestamente.
Come incide sul prezzo
Alcune soluzioni più sostenibili rendono l'etichetta più costosa – per esempio un materiale speciale in piccole quantità. Altre la rendono più economica – meno colori, meno etichette, formato più piccolo. Spesso il costo complessivo dell'etichettatura resta simile se i cambiamenti si fanno insieme. Valori concreti si possono dare solo dopo una richiesta d'offerta con le vostre quantità e il materiale scelto.
Etichette dal produttore
Polkom è un produttore di accessori per moda, arredamento, calzature e borse con sede a Sofia, oltre 30 anni di esperienza. Realizziamo etichette stampate su diversi nastri e vi aiutiamo a ottimizzare l'etichettatura della collezione. Consegniamo in tutta l'UE. Se cercate un materiale specifico, indicatelo nella richiesta tramite Contatti e verificheremo le possibilità.














