Similpelle o pelle naturale per le etichette – la scelta dipende dal posizionamento del brand, dalla manutenzione del capo e dal budget. La pelle naturale dà un aspetto autentico e sviluppa una patina col tempo, ma varia da lotto a lotto. La similpelle (PU) ha un colore uniforme, un comportamento più prevedibile al lavaggio e una gamma di colori più ampia. Ecco un confronto dettagliato che vi aiuterà a decidere.
Che cos'è la pelle naturale per etichette
La pelle naturale è pelle animale conciata – più spesso bovina. Per le etichette si usano sia il fiore sia la crosta con superficie rifinita. In base al tipo di concia ci sono due gruppi principali:
Conciata al vegetale
Si tratta con tannini di origine vegetale. È più rigida, accetta in modo eccellente goffratura e laser, scurisce con la luce e l'uso e sviluppa una patina. È sensibile all'acqua – bagnandosi può scurirsi e restringersi leggermente.
Conciata al cromo
Più morbida, più elastica e più resistente all'acqua. È disponibile in più colori. Il rilievo della goffratura è meno profondo e il contrasto del laser più debole.
Che cos'è la similpelle
"Similpelle" o "ecopelle" è un nome commerciale per un materiale sintetico con aspetto di pelle – più spesso una base tessile con spalmatura in poliuretano (PU). A volte si trovano anche materiali in PVC, ma per le etichette di abbigliamento si preferisce il PU, perché è più morbido e flessibile. Il termine "ecopelle" non significa necessariamente che il materiale sia ecologico – indica un'alternativa alla pelle animale. Su etichette e descrizioni di prodotto è più corretto indicare "similpelle" o "PU" quando questo è importante per i vostri clienti.
La qualità della similpelle varia molto – da materiali sottili con spalmatura liscia a varianti spesse con texture quasi indistinguibile dalla pelle naturale. Proprio per questo il campione dice più del nome del materiale.
Similpelle o pelle naturale: confronto per criteri
| Criterio | Pelle naturale | Similpelle (PU) |
|---|---|---|
| Aspetto | Texture viva, ogni etichetta leggermente diversa | Superficie uniforme, aspetto identico |
| Invecchiamento | Patina, si ammorbidisce, scurisce | Mantiene l'aspetto, col tempo la spalmatura può screpolarsi |
| Lavaggio | Può cambiare tono e restringersi leggermente | Comportamento più prevedibile |
| Colori | Toni naturali e scelta limitata di tinti | Ampia palette, anche colori vivaci |
| Goffratura | Eccellente, con contrasto naturale | Buona, con temperatura attentamente regolata |
| Laser | Eccellente sulla conciata al vegetale | Dipende dalla spalmatura, serve un campione |
| Prezzo | Più alto | Più accessibile |
| Origine | Animale | Sintetica |
Sensazione, spessore e comfort
L'etichetta non è solo un elemento visivo – tocca il corpo o altre parti del capo. La pelle naturale è più compatta e "calda" al tatto, ma un'etichetta spessa può essere rigida all'inizio e ammorbidirsi solo con l'uso. La similpelle è di solito più sottile e subito flessibile, un vantaggio per berretti in maglia, t-shirt e abbigliamento per bambini. Con pelle naturale spessa i bordi possono essere rifiniti – tinti o arrotondati – per non irritare.
Pensate anche al peso: una grande etichetta in pelle su una maglina leggera può tirare il tessuto verso il basso. In questi casi un materiale più sottile o una misura più piccola danno un risultato migliore di una pelle più costosa.
E il jacron?
Il jacron è la terza opzione frequente nei jeans. È un materiale a base di cellulosa con aspetto di pelle, leggero, dimensionalmente stabile e molto adatto a stampa e goffratura. Conviene nelle grandi serie ed è legato al look classico dell'etichetta dei jeans. Non ama le alte temperature in asciugatrice e nella stiratura.
Quando scegliere la pelle naturale
- Collezioni premium, vintage o artigianali, in cui la patina è un pregio.
- Articoli che non si lavano spesso – giacche, borse, cinture, portafogli.
- Brand per cui la "vera pelle" fa parte della storia del prodotto.
- Quando volete una goffratura con contrasto scuro naturale senza colore.
Quando scegliere la similpelle
- Grandi serie, in cui il colore uniforme è critico.
- Collezioni moderne o sportive con colori vivaci o istituzionali.
- Articoli lavati spesso – abbigliamento per bambini, pantaloni sportivi, maglieria.
- Brand che non usano materiali di origine animale.
- Quando il budget per etichetta è limitato.
Etichettatura di un capo con etichetta in pelle
Se un prodotto tessile contiene parti non tessili di origine animale – per esempio un'etichetta in pelle naturale – il Regolamento (UE) 1007/2011 richiede di indicarlo sull'etichetta di composizione con la dicitura "Contiene parti non tessili di origine animale". Con la similpelle questa indicazione non è necessaria. È un'altra differenza pratica da considerare nella preparazione delle etichette di composizione.
Approccio pratico: testate entrambi i materiali
Se siete indecisi, chiedete un campione in entrambi i materiali con lo stesso design. Cuciteli sul capo, lavateli insieme e confrontateli dopo alcuni cicli. Così vedrete la differenza reale di colore, morbidezza e forma e deciderete sulla base del vostro prodotto, non di descrizioni generiche. Se l'etichetta deve essere più morbida e discreta, potete valutare anche un'etichetta tessuta come marchio principale, lasciando quella in pelle per la posizione visibile.
Etichette in pelle naturale e similpelle – Polkom
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