Imprimere un logo su pelle significa pressarlo nel materiale con una matrice metallica riscaldata. Con il deboss il logo è incavato sotto la superficie, con l'emboss sporge sopra di essa. Il deboss è più diffuso nelle etichette in pelle, perché è più durevole, più economico da realizzare e adatto a quasi ogni pelle. L'emboss dà un effetto più voluminoso e "scultoreo", ma richiede due matrici e un materiale più adatto.
Come si imprime un logo su pelle
Il processo è meccanico. Il logo viene realizzato come matrice metallica (cliché) – di solito in ottone o magnesio – con immagine speculare. La matrice viene montata su una pressa, riscaldata a una temperatura adatta al materiale specifico e premuta sotto pressione sulla pelle per breve tempo. Calore e pressione modificano in modo permanente la struttura della superficie e il logo vi resta impresso.
Tre parametri determinano il risultato:
- Temperatura – troppo bassa dà un rilievo poco profondo e poco nitido; troppo alta può bruciare la pelle naturale o fondere il rivestimento dell'ecopelle.
- Pressione – determina la profondità del rilievo.
- Tempo di posa – con materiali più spessi serve più tempo.
Per questo le prime impressioni su ogni nuova pelle servono alla regolazione – l'obiettivo è un risultato uniforme su tutta la serie.
Deboss: logo incavato
Con il deboss serve una sola matrice, che preme il logo verso l'interno. È la classica impressione delle etichette in pelle dei jeans, delle borse e dei portafogli.
Vantaggi
- Molto durevole – il logo non sporge, quindi non si consuma con lo sfregamento.
- Funziona con pelle naturale, ecopelle e jacron.
- Sulla pelle naturale il calore scurisce leggermente il fondo del rilievo, creando un contrasto naturale senza colore.
- Costi una tantum più bassi – una sola matrice.
Limiti
Linee molto sottili e testo minuto possono "fondersi", soprattutto su pelle morbida e porosa. Per questo nel deboss le linee del logo devono essere più spesse che nella stampa.
Emboss: logo in rilievo
Con l'emboss si usano due matrici – positiva e negativa. Il materiale viene pressato tra le due e il logo si solleva sopra la superficie. L'effetto è voluminoso e lussuoso, ma ha alcune particolarità:
- Serve un materiale più morbido e plastico, che "trattenga" la forma.
- Sul retro dell'etichetta si forma un incavo – cucendo su una base compatta non si vede, ma va tenuto presente.
- Le parti sporgenti sono esposte allo sfregamento e con un uso intenso si consumano più velocemente.
- Due matrici significano un costo una tantum più alto.
Per questo l'emboss si sceglie più di rado nell'abbigliamento e più spesso per accessori e prodotti che non si lavano.
Confronto tra deboss ed emboss
| Criterio | Deboss (incavato) | Emboss (in rilievo) |
|---|---|---|
| Numero di matrici | Una | Due (positiva e negativa) |
| Resistenza allo sfregamento | Molto alta | Inferiore sui bordi sporgenti |
| Materiali adatti | Pelle naturale, ecopelle, jacron | Soprattutto pelle naturale morbida ed ecopelle spessa |
| Dettagli fini | Limitati | Ancora più limitati |
| Impiego tipico | Jeans, giacche, cappelli, borse | Accessori di lusso, scatole, copertine |
Come si comportano i diversi materiali all'impressione
Pelle conciata al vegetale
È la "preferita" dell'impressione. È compatta, mantiene la forma del rilievo e con il calore si scurisce, creando un contrasto naturale. Con il tempo il rilievo si ammorbidisce, ma resta nitido. Per questo è la scelta classica per le etichette dei jeans e la pelletteria.
Pelle conciata al cromo
Più morbida ed elastica, più resistente all'acqua. Accetta l'impressione, ma il rilievo è meno profondo e il contrasto più debole, perché il materiale non si scurisce altrettanto con il calore. Spesso si combina con la lamina.
Ecopelle
Ha una superficie uniforme e il rilievo viene molto pulito, se la temperatura è regolata correttamente. Con il surriscaldamento il rivestimento diventa lucido o si deforma, quindi la regolazione è più delicata.
Jacron
Accetta un rilievo profondo e netto, e il suo spessore è stabile su tutta la superficie. Questo lo rende comodo per grandi serie di etichette per jeans con logo e taglia impressi.
Impressione con colore: lamina e colore nel rilievo
L'impressione pura ("blind" – senza colore) è elegante, ma su pelle chiara o ecopelle il contrasto può essere debole. Allora si usa la stampa a caldo con lamina – la matrice trasferisce oro, argento, rame o un pigmento colorato nel rilievo stesso. Un'altra opzione è l'impressione con successiva colorazione dell'incavo. Entrambi gli approcci mantengono il rilievo e aggiungono visibilità.
Come preparare il logo per l'impressione
- Usate linee spesse almeno circa 0,5 mm nella misura reale; su pelle morbida di più.
- Lasciate spazio tra lettere ed elementi, perché non si fondano con la pressione.
- Evitate grandi superfici piene – si imprimono in modo irregolare; meglio forme a contorno.
- Lasciate un margine di alcuni millimetri dal bordo dell'etichetta, soprattutto se verrà cucita lungo il contorno.
Gli stessi principi valgono per il rilievo su cartoncino – se vi interessa come si realizza lì, vedete i cartellini in cartoncino. Per il rilievo su metallo scoprite le placche metalliche.
Quando scegliere un'altra tecnica
Se il logo ha molti dettagli fini o testo piccolo, può essere più adatta l'incisione laser. Se è multicolore, la serigrafia. L'impressione resta la scelta migliore quando cercate durata, aspetto classico e un buon prezzo per serie più grandi.
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